Isolamento acustico

L’isolamento acustico nell’edilizia è un aspetto che è stato a lungo trascurato in Italia. Il riferimento di legge in vigore è costituito dal DPCM del 1997, che definisce i requisiti minimi di isolamento acustico per varie categorie di edifici. Recentemente è stata pubblicata la nuova norma tecnica UNI 11367 che sarà alla base della revisione del decreto del '97, e che stabilisce i criteri per la classificazione acustica degli edifici.

Tale norma prevede, in particolare, il controllo dell’isolamento acustico delle facciate esterne, dei divisori orizzontali e verticali tra diverse proprietà, fino ad arrivare al rumore generato dagli impianti. Oltre a questo, in ambito industriale è necessario curare gli aspetti di assorbimento acustico degli ambienti interni, così come il controllo delle vibrazioni dovute a macchinari o parti in movimento. Tutto questo è indispensabile al fine di garantire ambienti di lavoro salubri per gli occupanti, come previsto dalla legislazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per tutti questi aspetti,  è fondamentale avere una notevole attenzione già in fase progettuale sulla scelta dei materiali e su come garantire le migliori condizioni di confort interno.

La struttura omogenea del calcestruzzo cellulare imprigiona migliaia di microbolle d’aria che agiscono da barriera naturale contro la trasmissione del suono. Le microbolle d’aria racchiuse nel materiale, indipendenti le une dalle altre, sono la garanzia di un isolamento termoacustico eccezionale, garantito nel tempo grazie alla caratteristiche invariabili del materiale.
L'omogeneità e l'isotropia del calcestruzzo cellulare autoclavato assicurano valori di isolamento acustico superiori di 2-4 dB rispetto a quanto calcolato con le leggi di massa tradizionali, così come riconosciuto dalla norma tedesca DIN 4109.

In ambito industriale, il notevole assorbimento acustico superficiale dei pannelli attenua notevolmente il riverbero, fenomeno tipico di questi ambienti.

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